16/04/2016

Perchè diffondere la cultura digitale fin dall’infanzia?

Per gli studenti

Ogni bambino è unico: la sua intelligenza è una meraviglia che rappresenta lo stimolo fondamentale per il lavoro appassionato di insegnati e genitori. La sua diversità è il suo valore principale.

L’informatica contribuisce alla realizzazione del “saper fare” del bambino, permette l’esercitazione di diverse competenze nel medesimo tempo e sviluppa autostima e indipendenza, elementi indispensabili per il successo scolastico, e non solo, di ciascun piccolo uomo/donna futuri.

Incoraggiarli a provare attività differenti e nuove, fornire opportunità e percorsi differenti da quelli tradizionali significa concedere loro la possibilità di ricevere nuovi stimoli, di incrementare la propria intelligenza e di esprimere la propria personalità attraverso vie sempre nuove e creative.

Ragazzi e web: “Mamma ti insegno io!”

Il rapporto scuola-famiglia, nel corso del tempo, si è arricchito: oggi, la comunicabilità tra i due mondi è resa possibile dal web.

Un’inchiesta europea sull’argomento, “Rischi e sicurezza su Internet” ha coinvolto oltre venticinquemila ragazzi dai nove ai sedici anni di venticinque paesi europei. Si tratta della prima inchiesta di così larga scala che rende evidente qualcosa di cui, finora, ci si è poco occupati e che getta nuova luce sui doveri della scuola e della famiglia nei confronti di bambini e ragazzi sull’utilizzo della tecnologia e di internet in modo consapevole.

La ricerca ha esplorato il rapporto fra bambini e web: dove hanno cominciato ad utilizzare internet, quanto tempo trascorrono sul web e cosa visitano. Oltre ai rischi, sono stati studiati anche gli aspetti positivi legati al web, come l’apprendimento, il gioco e lo sviluppo comunicativo dei bambini.

I bambini dove usano principalmente internet? A casa (87%), seguita dalla scuola (63%). L’utilizzo di internet a casa (49%) si osserva nella loro camera da letto ed il 33% via telefono mobile o apparecchiatura portatile.

Questi dati ci fanno capire quanto sia importante creare un collegamento tra scuola, web e famiglia. Non possiamo più prescindere dal web: i bambini e i ragazzi ne fanno largo uso, per cui insegnanti e genitori devono essere pronti a svolgere un ruolo guida, sfruttando tutte le potenzialità che la rete offre.

Pensiero computazionale o coding: Perché è importante?

Il pensiero computazionale va ben oltre l’uso della tecnologia ed è indipendente da essa (sebbene la sfrutti intensivamente): non si tratta di ridurre il pensiero umano, creativo e fantasioso, al mondo “meccanico e ripetitivo” di un calcolatore, bensì di far comprendere all’uomo quali sono le reali possibilità di estensione del proprio intelletto attraverso il calcolatore. Si tratta di risolvere i problemi, progettare sistemi, comprendere il comportamento umano, basandosi sui concetti fondamentali dell’informatica.

Riconosciuta la sua importanza, il pensiero computazionale è stato proposto da molti come quarta abilità di base oltre a leggere, scrivere, e calcolare. Ponendolo in una posizione così rilevante, è naturale preoccuparsi che tale approccio alla soluzione dei problemi venga insegnato a tutti gli studenti di tutti i livelli di istruzione.

Inserire il coding e il pensiero computazionale nelle scuole di ogni ordine e grado è una sfida che, grazie alle ultime innovazioni nel campo della didattica dell’informatica, può essere facilmente vinta. La sfida consiste nell’individuare uno strumento e delle metodologie che risultino interessanti, utili ed efficaci non soltanto per gli studenti, ma anche e soprattutto per gli insegnanti. Uno strumento che unisca studenti e docenti nella riconversione della scuola in un nuovo ambiente stimolante ed innovativo. Se, infatti, gli studenti per la maggior parte nati in un mondo sostanzialmente orientato al digitale sono naturalmente portati ad usare, con piacere, gli strumenti tecnologici, lo stesso non può essere detto per la maggior parte dei docenti della scuola. Per questo deve essere messa in atto una strategia efficace dell’introduzione del digitale, che non può limitarsi a considerare l’uso del coding e del pensiero computazionale solo per poche ore alla settimana, ma deve puntare a introdurre strumenti digitali a tutti i livelli, coinvolgendo i docenti di tutte le materie.

 

Per gli insegnanti

Perché è importante l’informatica a scuola? I bambini vivono in un ambiente sempre più informatizzato: è una realtà che la scuola conosce e a cui si deve adeguare.

Le nuove tecnologie della comunicazione sembrano nate proprio per migliorare i processi di apprendimento e per superare la verticalità e la gerarchizzazione che ancora caratterizzano le istituzioni scolastiche. Le reti telematiche e la multimedialità nel settore dell’apprendimento e dell’educazione sono ormai imprescindibili e rappresentano la “trasversalità” del sapere.

Ormai è salda la consapevolezza per cui i supporti multimediali forniscono numerosi vantaggi nel processo di apprendimento rispetto al libro classico. La lettura tradizionale su carta resta ma non può più sopravvivere da sola, poiché nuove forme di narrativa, di letteratura, di creatività artistica prendono vita attraverso l’ipertestualità e la rete.

Con le nuove tecnologie anche il ruolo dell’insegnante si arricchisce. Nell’era digitale, capita spesso che i bambini e i ragazzi ne sappiano più del docente, il quale deve, per forza di cose, essere messo nella condizione di familiarizzare con le nuove tecnologie. Lavorando in rete, l’insegnante può essere un mediatore della conoscenza, che aiuta a smistare, si intreccia e partecipa attivamente al lavoro dei ragazzi.

Certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze informatiche ha una precisa finalità didattica: il suo obiettivo è garantire le basi che ciascun ragazzo, tra i 9 e i 13 anni, deve possedere per utilizzare in modo corretto e responsabile le risorse informatiche.

Il Programma EIPASS Junior, formulato secondo le più recenti indicazioni europee e nazionali in materia si impegna a guidare insegnanti e studenti verso l’acquisizione delle abilità necessarie per servirsi dei media informatici, per effettuare ricerche sul web, per utilizzare il linguaggio digitale sia nelle attività scolastiche che nel tempo libero.

Nel suo complesso, il Programma valorizza e consolida le esperienze condotte spontaneamente in ambito ICT, promuovendo attività finalizzate all’analisi di situazioni in ambito logico-matematico, al problem solving, all’algoritmizzazione di procedure, alla rappresentazione e gestione di dati e informazioni.

La Certificazione EIPASS Junior è inoltre valutabile come Credito Formativo ai fini dell’esito dello scrutinio finale.

 

Per i genitori

Secondo l’indagine Istat del 2013 “Cittadini e nuove tecnologie”, almeno l’85% delle famiglie italiane con almeno un minorenne possiede un Pc e/o un tablet e accede ad internet quotidianamente.

I genitori si trovano a crescere bambini che utilizzano in modo naturale, veloce e spontaneo strumenti sconosciuti agli adulti. Il più delle volte li scoprono autonomamente, senza che nessuno spieghi loro pericoli e potenzialità, senza che qualcuno ne regolamenti l’esplorazione. Anzi, molto spesso sono i figli a spiegare ai genitori come si usano determinate funzioni di un particolare telefono cellulare o un programma per computer. Alla luce di questo scenario è dunque importante fornire ai genitori non soltanto competenze tecniche e informatiche ma una cornice culturale: modalità di approccio e indicazioni che possono aiutare a sostenerli nella loro azione quotidiana a favore della crescita e dello sviluppo dei bambini e dei giovani, sfruttando tutte le potenzialità che la tecnologia ha da offrire.

Genitorialità digitale

 

Fondamentale, quanto quello degli insegnanti, è il ruolo dei genitori addestrati ai possibili pericoli del web meno dei figli. Eppure, soprattutto nei compiti a casa, il web rappresenta una risorsa preziosa nonché un importante rinforzo cognitivo a cui i genitori potrebbero attingere per stimolare e incuriosire i propri figli e per alleggerire le stancanti attività pomeridiane.

I genitori devono dunque promuovere l’alfabetizzazione multimediale, in sincronia con gli insegnanti, così da assistere e monitorare i bambini come richiesto dall’era digitale.